Numero verde 800912361
Numero Verde 800 912361
divider

Alitosi: diagnosi e cura

separator

Alitosi www.studioresta.it

C on il termine alitosi, o volgarmente alito cattivo, si indica l’odore sgradevole che si emette durante la respirazione; è un disturbo che può colpire soggetti di qualsiasi sesso ed età, anche se il problema si presenta con maggior frequenza con l’aumentare dell’età.

Dal punto di vista sociale è una problematica in grado di provocare un forte imbarazzo in chi ne è colpito, arrivando a mettere a rischio le relazioni interpersonali per la paura di indurre a disagio il proprio interlocutore.

Si stima che il 25% della popolazione soffra di questo problema ed il 6% presenti alito cattivo in modo permanente.

Il problema può essere legato prevalentemente ai seguenti fattori:

cipolla - Copia


Alimentari
.
In questi casi l’alitosi è legata all’assunzione di particolari alimenti come per esempio cipolla e aglio.

Patologie sistemiche.
Talvolta, anche se raro, l’alitosi diviene spia di processi morbosi generali, soprattutto a carico dell’apparato digerente come acidità dello stomaco, reflusso gastroesofageo a causa di ernia iatale, ulcera peptica ed alcune epatopatie.
Anche il diabete e l’insufficienza renale possono essere causa di alito cattivo.

farmaci - Copia

Farmaci.
L’assunzione di farmaci antibiotici, antidepressivi,diuretici ed antipertensivi possono determinare alitosi.

Tabagismo.
Sigarette, pipa, sigari, tabacco da masticare determinano un peggioramento dell’alito proporzionalmente alla quantità di tabacco consumato.

Malattie dentali.
Piorrea, parodontopatie, carie, protesi incongrue, placca e tartaro su denti, gengive e lingua sono le cause principali dell’alitosi.

La causa dell’odore cattivo sono alcuni ceppi di batteri anaerobi (cioè che proliferano in assenza di ossigeno) del cavo orale che in determinate condizioni producono gas a base di zolfo (chiamati composti volatili solforati o CVS).

Fotolia_51942861_Subscription_Monthly_M - Copia
L’azione metabolica di tali microrganismi provoca la putrefazione delle sostanze organiche, principalmente proteiche, contenute nella saliva, nei residui alimentari, nelle cellule di sfaldamento della mucosa orale, nel sangue eventualmente presente in caso di gengivite e parodontopatie.

 

Il ruolo della saliva

La saliva, prodotta dalle ghiandole salivari, ha un ruolo fondamentale nella detersione del cavo orale e nel mantenimento della salute de tessuti.
Essa infatti apporta ossigeno inibendo la crescita dei microrganismi anaerobi. Per cui quando il flusso salivare è abbondante vi è un maggiore apporto di ossigeno ai tessuti orali e viene facilitato l’allontanamento meccanico dei residui alimentari e dei detriti cellulari; quando invece la quantità di saliva risulta ridotta, prevalgono le condizioni favorenti lo sviluppo del cattivo odore.

 

Come si accerta e si misura l’alitosi ?

Alitosi manoQuando sospettiamo di avere l’alitosi ci viene spontaneo soffiare nel palmo e sentire l’odore ma ci sono altri sistemi lievemente più efficaci:

  • Sporgere la lingua fuori dalla bocca il più possibile e strofinarla due o tre volte con una garza; annusare la garza dopo 1 minuto.
  • Passare un filo interdentale non profumato tra i molari; annusare il filo dopo 1 minuto.
  • Passare la lingua sul dorso della mano pulita e senza profumo; annusare dopo 1 minuto.

Sono tutti questi metodi poco attendibili e che non offrono indicazioni ripetibili e misurabili nel tempo.

Test dell’alitosi

halimeter - test alitosi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’alitosi può essere invece diagnosticata con metodi oggettivi, che non sono molto usati nella routine. Uno di questi è l’Halimeter, un’apparecchiatura che consente di analizzare, prelevando con una cannuccia l’aria presente in bocca, i composti volatili dello zolfo responsabili dell’alitosi.
Si ottiene così in valore l’intensità dell’alito “pesante”. Si tratta però di un apparecchio di vecchia generazione ormai non più utilizzato. Oggi, invece, per misurare l’alitosi, adoperiamo strumentazioni più moderne, più snelle e soprattutto molto più pratiche. A tal proposito ci contatti compilando il form o chiamando ai numeri di telefono presenti in fondo alla pagina.

In oltre il 90% dei casi si tratta di un’alitosi transitoria in quanto è presente solo in alcuni momenti della giornata. Ad esempio, al mattino appena ci si alza dal letto c’è una maggiore concentrazione di composti volatili solforati in quanto durante la notte è diminuita la produzione di saliva per cui prevalgono i fenomeni putrefattivi.
Ugualmente, le lunghe pause tra un pranzo e l’altro, il parlare a lungo comportano una riduzione di saliva. Anche la riduzione dell’umidità negli ambienti domestici, come nei mesi invernali quando è attivo il riscaldamento, può determinare una secchezza della mucosa orale.

Altre volte l’alitosi transitoria è legata all’assunzione di certi alimenti o bevande alitogeni (aglio, cipolla, particolari spezie aromatiche, peperoni, carni affumicate, alcuni pesci, alcuni formaggi, caffè, birra, vino e alcolici); il tabagismo (sigarette, pipa, sigari); farmaci (antistaminici, antidepressivi, diuretici e ansiolitici, ecc…).
Questo tipo di alitosi viene facilmente controllata dal paziente il quale non ha difficoltà a individuare la causa e trovare il rimedio.

In una minoranza dei casi (10% circa) si tratta di alitosi persistente che, al contrario della prima, non scompare anche dopo aver lavato i denti in quanto è causata da varie patologie del cavo orale e in qualche caso è il sintomo di alcune malattie sistemiche.
E’ importante, quindi, una corretta anamnesi in modo da individuare o escludere condizioni sistemiche, o non odontoiatriche, che possono essere la causa dell’alitosi.


Le malattie gastroenteriche raramente sono responsabili di alitosi. Molte persone attribuiscono la propria alitosi a problemi gastrici (acidità, cattiva digestione, ecc.) senza sapere che l’influenza della patologie digestive sull’alito “pesante” è praticamente minimo se non nullo (inferiore all’1%).

E’ bene ricordare che l’esofago normalmente è collassato ed è chiuso alle due estremità da due anelli muscolari (sfintere esofageo superiore e sfintere esofageo inferiore o cardias) che si aprono al passaggio del cibo, l’eruttazione e il vomito.
Non è, quindi, verosimile che ci sia una passaggio continuo dallo stomaco al cavo orale. Solo in presenza di un’ernia iatale ci può essere un passaggio di materiale acido o di cibo in esofago che può dare un particolare odore all’alito. Ma si tratta di momenti, di attimi mentre l’alitosi, per chi ne soffre, è pressoché costante.

Altri problemi intestinali che possono giustificare l’alitosi sono il diverticolo esofageo e l’esofago acalasico che condizionano un ristagno di alimenti con conseguente rigurgito o eruttazione di cibo parzialmente fermentato.
Oltre alle patologie legate all’apparato digerente le principali malattie sistemiche che danno alito cattivo sono il diabete mellito (alito chetonico), l’insufficienza renale cronica (alito uremico) e l’epatopatia grave (foetor epaticus). 


La responsabilità dei farmaci è quella di determinare secchezza della bocca ( “Xerostomia”) per ridotta salivazione.

Ci sono circa 600 farmaci di uso comune che possono causare secchezza della bocca associata o meno a ridotta funzione delle ghiandole salivari; ecco le principali categorie: antiipertensivi, agenti antineoplastici, agenti antiretrovirali, ansiolitici e sedativi, antiaritmici e antidepressivi.

Le cause orali

Un volta escluse cause “sistemiche” bisognerà allora concentrarsi sul cavo orale:

  • La cattiva igiene orale
    Solo quando c’è la certezza della persistenza dell’alitosi nonostante una corretta igiene orale allora bisogna pensare ad una qualche malattia del cavo orale. In questo caso bisogna rivolgersi ad uno studio odontoiatrico. Il dentista con esperienza nella parondontologia è la figura professionale più qualificata ad affrontare il problema.
  • La parodontopatia o piorrea
    Fra le malattie del cavo orale, più frequentemente responsabili di alitosi, va ricordata la “parodontite” (o “piorrea”), ossia una malattia infiammatoria cronica, che inizia come gengivite, nella quale i batteri attaccano i tessuti che sostengono i denti.
    Spesso il primo sintomo dell’affezione è proprio l’alitosi determinata dalle sostanze chimiche prodotte dai batteri responsabili delle parodontopatie.
  • La carie
    La carie non è altro che un accumulo di batteri che producono sostanze maleodoranti. Spesso queste lesioni creano delle cavità nascoste all’interno delle quali si infilano residui di cibo difficilmente rimovibili dallo spazzolino.
    Non è detto che queste cavità debbano essere grandi per determinare il deposito di residui alimentari, ma a volte bastano anche piccoli spazi all’interno, per esempio, di un punto di contatto tra dente e dente o di una carie recidivante al di sotto di vecchie otturazioni.
  • Protesi incongrue
    Spesso anche vecchie protesi possono essere causa di alitosi soprattutto quando queste sono datate e presentano dei problemi di aderenza alla gengiva, nel caso di protesi mobili, ed ai denti nel caso di protesi fisse.

Halimeter

Come curare l’alitosi?

Per risolvere il problema dell’alitosi ci sarebbero diverse soluzioni. La scelta spetta al dentista in quanto è lui che che fa diagnosi e quindi propone la terapia più adatta. Ecco qui però delle indicazioni di massima molto utili:

  • fare periodicamente dal dentista o dall’igienista dentale la pulizia dei denti (almeno una volta l’anno);
  • verificare la presenza di carie e controllare le vecchie otturazioni;
  • sistemare eventuali protesi fisse e mobili;
  • limitare il consumo di cibi ormai riconosciuti con causa di alitosi.
    Oltre a cibi come aglio, cipolla e cavolfiore, bisogna non eccedere nei cibi proteici contenenti aminoacidi solforati (come carni e formaggi) che possono provocare alitosi. In pratica, ridurre l’alimentazione a base di grassi;
  • favorire un’alimentazione a base di frutta e verdura;
  • ridurre l’uso dell’alcol che provoca disidratazione del cavo orale favorendo lo sviluppo dei batteri che provocano l’alitosi;
  • ridurre o eliminare il fumo;
  • evitare la “bocca secca”. Quindi, bere costantemente durante la giornata (ciò favorisce la produzione di saliva);
  • evitare, per il motivo esposto sopra, gli intervalli troppo lunghi tra i pasti per la scarsa produzione di saliva;
  • masticare (per poco tempo) gomme senza zucchero, in modo da stimolare la produzione di saliva.

  • spazzolare i denti dopo ogni pasto;
  • spazzolare in profondità il dorso della lingua (meglio con uno specifico puliscilingua che consente di pulire in modo più efficace il terzo posteriore della lingua, cioè la parte che da verso la gola);
Pulizia lingua

  • utilizzare, dopo ogni pasto, il filo interdentale o meglio ancora lo scovolino interdentale, ancora più efficace e maneggevole, con cui è possibile rimuovere i residui alimentari non raggiungibili dallo spazzolino;
  • uso di un buon collutorio (indicato dal dentista) a base di sostanze ad azione antisettica.
 
Ci sono, infine, dei collutori che temporaneamente eliminano o riducono l’alitosi, ma non la curano! Collutori contenenti Clorexidina possono essere un valido strumento per la riduzione della carica batterica e per il ripristino delle condizioni di salute nel cavo orale in corso di terapia parodontale.

Tenere presente che i collutori che contengono alcool possono produrre una maggiore secchezza della bocca e, quindi, responsabili loro stessi di alitosi. 

Non esistono farmaci che curano l’alitosi! 

Per concludere è importante sottolineare nuovamente che per un alito fresco sono necessari tre punti fondamentali: 1) accertare in maniera oggettiva l’alitosi; trovare le cause che lo hanno determinato 3) stabilire l’esatta terapia relativamente alle cause. Dall’alitosi SI PUÒ GUARIRE.

dott. Leonardo Resta


Ci contatti per un test GRATUITO per misurare l’alitosi ad uno dei seguenti recapiti telefonici: +39 080.3483891 (Gioia del Colle – Bari);+39 320.7513223 (Taranto);  numero verde800.912361. Oppure compili gentilmente i campi qui sotto, in modo da avere le necessarie informazioni per contattarla nel più breve tempo possibile e fissare il suo appuntamento gratuito con il nostro studio. Nel corpo del messaggio, se vuole, specifichi il suo problema e le eventuali richieste terapeutiche. Grazie.

Si prega di lasciare vuoto questo campo.

Il tuo nome*

Il tuo cognome*

La tua email*

Il tuo telefono cellulare*

Città*

Scegli la sede dello studio*

Richiesta appuntamento: il tuo messaggio

Autorizzo il trattamento dei miei dati personali ai sensi del D.Lgs. 196/03

*campi obbligatori


 

Link correlati


separator

Condividi

Studio Dentistico Resta located at Via Dante Alighieri, 78 , Gioia del Colle (Bari), Puglia . Reviewed by 15 Recensioni rated: 5 / 5

Ciao, sono Federica!

Se hai qualche domanda da fare scrivi pure qui. Ti ricordo che i nostri studi sono a Gioia del Colle (Bari) e Taranto.
Come da Codice Deontologico non rilasciamo preventivi generici online!

Si prega di lasciare vuoto questo campo.

* Accetto la Privacy di questo sito

Se vuoi una risposta più veloce lasciaci il tuo numero di cellulare

*campi obbligatori