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Ascesso dentale: sintomi, cause e cura

Indice

HAI UN ASCESSO DENTALE?

Introduzione

L’ascesso dentale è una raccolta di pus dovuta a un’infezione batterica che interessa un dente o la gengiva e rappresenta una vera urgenza odontoiatrica. Non è un semplice “mal di denti più forte”, ma una condizione che, se trascurata o trattata solo con antibiotici, può degenerare in complicanze anche gravi e talvolta richiedere il ricovero ospedaliero.

Presso lo Studio Resta di Gioia del Colle, in provincia di Bari, ci occupiamo quotidianamente di diagnosi e cura degli ascessi dentali e gengivali, intervenendo con terapie mirate (devitalizzazione, ritrattamento, drenaggio, terapia parodontale) e non limitandoci alla sola prescrizione di farmaci. L’obiettivo è eliminare il dolore, controllare l’infezione e prevenire recidive, salvando il dente ogni volta che è possibile.

Quanti di ascessi dentali esistono?

In base alla sede distinguiamo tre tipi di ascessi dentali:

Ascesso dentale (periapicale): origina dalla punta della radice, di solito da un dente con carie profonda o nervo necrotico.

Ascesso gengivale o parodontale: parte dai tessuti di supporto del dente (tasca parodontale) ed è collegato alla malattia parodontale.​

Ascesso dente del giudizio: origina intorno a un terzo molare spesso incluso o semi-incluso.​

Tutte queste forme hanno in comune una componente infettiva che richiede trattamento odontoiatrico tempestivo, non soltanto antidolorifici o antibiotici.

Cause dell’ascesso dentale e gengivale 

ascesso dentale

Ascesso dentale (periapicale)

Le cause più frequenti sono:

  • Carie profonda non curata: i batteri raggiungono la polpa (nervo), provocano pulpite e poi necrosi; l’infezione si estende oltre l’apice radicolare formando l’ascesso.​​
  • Devitalizzazione eseguita male o incompleta: residui di batteri nei canali possono, dopo mesi o anni, dare origine a granulomi e successivi ascessi.
  • Traumi dentali: un colpo può causare necrosi del nervo anche senza carie visibile, con infezione tardiva.​

Ascesso gengivale (parodontale)

È spesso legato alla malattia parodontale (e/o piorrea):

  • Accumulo di placca e tartaro in profondità crea una tasca gengivale tra dente e gengiva.​
  • I batteri proliferano nello spazio privo di ossigeno, l’organismo reagisce e si forma pus.​

Si manifesta con gonfiore gengivale, dolore variabile e talvolta fuoriuscita di pus dal margine gengivale.

Ascesso del dente del giudizio 

I denti del giudizio sono particolarmente esposti al rischio di ascesso per la loro posizione:

  • Sono in fondo all’arcata, difficili da pulire con spazzolino e filo.​
  • Spesso erompono parzialmente o in posizione anomala, creando una “tasca” sotto il cappuccio gengivale (pericoronite).

Basta un calo delle difese o un trauma masticatorio per innescare infezione con dolore intenso, difficoltà ad aprire la bocca (trisma) e gonfiore.

Nello Studio Resta a Gioia del Colle, in provincia di Bari, la gestione dell’ascesso al dente del giudizio prevede prima il controllo della fase acuta (antibiotico e drenaggio se necessario), poi una valutazione radiografica per decidere se conservare o estrarre il dente.

Riassumendo possiamo dire che l’ascesso dentale è nella maggioranza dei casi, la conseguenza di una carie che distrugge la corona fino ad intaccare il nervo che s’infiamma (pulpite) e che poi muore e dà luogo all’infezione.

Alcune volte l’ascesso dentale può derivare anche da un dente non devitalizzato correttamente che dopo un po’ di tempo, anche anni, inizia a dare problemi (granuloma).

L’ascesso gengivale in genere è dovuto alla presenza di batteri all’interno dello spazio che si forma tra dente, radice e gengiva. Questo spazio viene chiamata tasca gengivale. L’ascesso gengivale rappresenta uno dei sintomi della malattia parodontale. Si manifesta con gonfiore gengiva e dolore.

Infine ci sono gli ascessi del dente del giudizio che a causa della loro particolare posizione non sono facilmente detergibili e possono essere aggrediti dai batteri.

Sintomi dell’ascesso dentale: come riconoscerlo

Ascesso dentiI sintomi di ascesso dentale possono essere lievi all’inizio e diventare rapidamente molto intensi.​

Segni e sintomi tipici:

  • Dolore: da fastidio lieve a dolore molto forte, pulsante, spesso in sincronia con il battito cardiaco.

  • Gonfiore: inizialmente limitato alla gengiva, poi alla guancia, alle labbra, talvolta fino all’occhio o alla gola.​​

  • Arrossamento gengivale e sensazione di dente “allungato” (tocca prima degli altri).

  • Alitosi e sapore cattivo in bocca dovuti al pus.

  • Febbre, malessere, difficoltà a masticare.

In alcuni casi il dolore iniziale diminuisce quando il gonfiore aumenta: è il momento in cui il pus ha trovato un “varco” per espandersi nei tessuti.​​

Esistono anche ascessi poco dolorosi o quasi silenti, soprattutto se si forma una fistola (piccola bollicina) che drena il pus in modo continuo.

ascesso al dente

Ascesso gengivale senza dolore 

Nel caso di ascesso gengivale/parodontale il dolore può essere:

  • Assente
  • Lieve
  • Paragonabile a quello dell’ascesso dentale classico

La differenza non è tanto nella sintomatologia, quanto nell’origine del problema (tasca parodontale vs dente necrotico).​

Solo una visita odontoiatrica con sondaggio gengivale e radiografie può distinguere correttamente tra ascesso parodontale e periapicale; la cura è molto diversa (terapia parodontale vs devitalizzazione/ritrattamento).

Cosa fare con guancia gonfia e forte dolore 

guancia gonfia senza doloreSe hai la guancia gonfia e dolore intenso:

  • Non affidarti solo all’antidolorifico: allevia il dolore ma non cura l’infezione.
  • Un antibiotico è spesso necessario, ma deve essere prescritto dal dentista o dal medico, non assunto in autonomia.
  • È fondamentale recarsi quanto prima dal dentista per visita, radiografia endorale/OPT e diagnosi precisa.​​

ascesso denti

Nel frattempo puoi:

  • Applicare ghiaccio esterno (mai calore) a intervalli
  • Assumere un antidolorifico (ibuprofene o paracetamolo) se già utilizzato in passato senza problemi
  • Dormire con la testa sollevata su più cuscini e andare a letto un po’ più tardi per ridurre i picchi di dolore notturni

Se compaiono difficoltà a respirare o deglutire, febbre alta (>38,5°C), gonfiore che scende verso il collo, forte malessere generale, è necessario recarsi subito al pronto soccorso.

Quanto dura un ascesso dentale

Senza trattamento, un ascesso può durare molti giorni o settimane, con fasi alterne di dolore e apparente miglioramento.​

Con terapia adeguata (antibiotico + intervento sul dente o sulla gengiva):

  • Il dolore si riduce in genere in 24–72 ore
  • Il gonfiore inizia a diminuire in 3–5 giorni e regredisce quasi completamente in circa 5–7 giorni

Anche se i sintomi migliorano, l’infezione può persistere se non viene trattata la causa odontoiatrica (dente necrotico, tasca parodontale, dente del giudizio).

Come si cura un ascesso? 

La terapia ha sempre due obiettivi:

  1. Trattamento della fase acuta (dolore, gonfiore, infezione)
  2. Eliminazione della causa (dente o tasca infetta) per prevenire recidive

Cura Ascesso dentale (periapicale)

Le opzioni sono:

  • Devitalizzazione (cura canalare): rimozione della polpa infetta, disinfezione e sigillo dei canali per salvare il dente.
  • Ritrattamento endodontico: se il dente era già devitalizzato ma l’endodonzia non era efficace.
  • Incisione e drenaggio: piccola incisione per far uscire il pus, spesso in associazione ad antibiotico.
  • Apicectomia: chirurgia sulla punta della radice, nei casi in cui il ritrattamento non è sufficiente.​
  • Estrazione del dente: se il dente non è recuperabile o l’infezione è troppo estesa.

Presso lo Studio Resta valutiamo sempre prima le soluzioni conservative (devitalizzazione/ritrattamento) e ricorriamo all’estrazione solo quando non c’è alternativa, proponendo poi la sostituzione con impianti dentali.

devitalizzazione

Cura Ascesso gengivale/parodontale

Si tratta con terapia parodontale:

Il trattamento si integra con una corretta pulizia professionale dei denti e con istruzioni di igiene domiciliare personalizzate.

Cura Ascesso del dente del giudizio

  • In fase acuta: antibiotico, antidolorifico, drenaggio se necessario
  • A fase acuta risolta: spesso è indicata l’estrazione del dente del giudizio, soprattutto se incluso o mal posizionato.​​

Antibiotico per ascesso dentale: quando serve davvero ascesso dentale

Mal di denti antibiotico. È opportuno ribadire che gli antibiotici per la cura dell’ascesso al dente devono essere prescritti da medici di famiglia o da medici odontoiatri.

L’antibiotico per ascesso dentale più usato in queste circostanze è l’amoxicillina, associato o meno all’acido clavulanico (es.: Augumentin, Clavulin, Neoduplomax, Zimox, Velamox, etc…). Si raccomandano 2-3 grammi di farmaco al giorno (1 compressa ogni 8-12 ore) per 5-6 giorni.

La cura per essere efficace deve essere completata e portata a termine come indicato dal medico. Non deve essere interrotta prima dei 5 giorni minimi, anche qualora i sintomi siano attenuati o completamente scomparsi.

Per chi è allergico all’Amoxicillina si può usare un Macrolide come la Rokitamicina (es. Rokital, Paidocin, etc…).Si raccomanda di assumere 1 compressa da 400 mg, due volte al giorno, per almeno 5-6 giorni.

antibiotico dentiIn caso di febbre si può ricorrere al Paracetamolo (es. Tachipirina, Efferalgan, etc…). Si ricorda che la somministrazione di questo farmaco è indicata solo per il controllo dell’aumento della temperatura corporea e che non è utile a curare l’ascesso.

L’antidolorifico più utile per il controllo del dolore associato all’ascesso è l’Ibuprofene (es. Brufen, Moment, etc…). Si consiglia di assumere per via orale una dose di principio attivo pari a 200-400 mg ogni 4-6 ore dopo i pasti e al bisogno (ma sempre a stomaco pieno). Non assumere oltre 2,4 grammi al dì. È consigliata la protezione gastrica per chi soffre di patologie dell’apparato digerente (es. reflusso, ernia iatale, ulcera gastrica).

È essenziale non interrompere la terapia antibiotica prima del tempo, anche se i sintomi migliorano, e soprattutto non assumere antibiotici senza indicazione del dentista.

Ascesso dentale: quanto dura il gonfiore

Con una terapia corretta:

  • Il gonfiore inizia a ridursi dopo 48–72 ore
  • In genere si risolve in 5–7 giorni, in parallelo al miglioramento del quadro clinico​

Se, nonostante antibiotico e trattamento odontoiatrico, il gonfiore non diminuisce o peggiora, è necessario rivalutare il caso: può essere necessario un drenaggio, un diverso antibiotico o, nei casi più severi, l’ospedale.

Come prevenire l’ascesso ai denti

La miglior cura dell’ascesso è la prevenzione:

  • Trattare le carie precocemente, prima che raggiungano la polpa, con otturazioni in composito
  • Effettuare pulizie professionali e visite di controllo almeno 1–2 volte l’anno, con rx bite-wing o OPT quando necessario.​​
  • Curare la malattia parodontale per evitare tasche profonde che possono infettarsi.​
  • Mantenere una corretta igiene orale quotidiana (spazzolino, filo/scovolini, dentifricio al fluoro).
  • In caso di interventi complessi o traumi, controllare periodicamente i denti a rischio (devitalizzati, ricostruiti, con precedenti ascessi).

Presso lo Studio Resta a Gioia del Colle (Bari) impostiamo piani di prevenzione personalizzati in base al rischio individuale del paziente.

HAI UN ASCESSO DENTALE?

Ascesso dentale rimedi fai da te

FAQ – Domande Frequenti sull’Ascesso Dentale

I segnali più tipici sono: dolore pulsante, gonfiore della gengiva o della guancia, alito cattivo e talvolta febbre. Il dente può sembrare “più alto” e doloroso alla masticazione o alla percussione. In presenza di questi sintomi è opportuno contattare subito il dentista.

No. L’ascesso può dare l’impressione di migliorare quando il dolore diminuisce, ma l’infezione non si risolve spontaneamente e può cronicizzare o estendersi ai tessuti vicini. È sempre necessario un trattamento odontoiatrico, associato o meno ad antibiotico.

Senza cure il dolore può durare giorni o settimane, con picchi molto intensi. Con antibiotico e intervento del dentista, il dolore in genere si riduce nettamente in 24–72 ore, fino a scomparire man mano che l’infezione viene controllata.

L’antibiotico di prima scelta è di solito l’amoxicillina, spesso associata ad acido clavulanico, per 5–6 giorni, alla dose indicata dal medico. Nei pazienti allergici alle penicilline si utilizzano macrolidi o clindamicina. L’antibiotico va sempre prescritto dal medico o dal dentista, mai assunto di propria iniziativa.​

No. L’antibiotico controlla l’infezione ma non elimina la causa: dente infetto, tasca parodontale, dente del giudizio. Per una guarigione definitiva serve sempre un intervento odontoiatrico (devitalizzazione, ritrattamento, drenaggio, terapia parodontale o estrazione).

Nella maggior parte dei casi è sufficiente contattare rapidamente il dentista. Devi recarti al pronto soccorso se:

  • Hai difficoltà a respirare o deglutire
  • La febbre supera 38,5°C
  • Il gonfiore si estende al collo o al pavimento della bocca
  • Ti senti molto debilitato o confuso

Questi sono segni di possibile diffusione grave dell’infezione.

Un dente devitalizzato può sviluppare un ascesso se l’endodonzia precedente era incompleta o se, nel tempo, c’è stata ricontaminazione dei canali (canali non sigillati bene, infiltrazioni, fratture). In questi casi è spesso possibile salvare il dente con un ritrattamento endodontico o, nei casi complessi, con apicectomia.

Sì. Tentare di bucare o spremere l’ascesso in casa è pericoloso: può spingere i batteri più in profondità, creare traumi ai tessuti e mascherare i sintomi senza risolvere il problema. Solo il dentista, in condizioni sterili, può valutare se e come drenare l’ascesso.

Se non curato, un ascesso cronico può distruggere progressivamente l’osso attorno alla radice e indebolire il dente fino alla mobilità e perdita. Un trattamento tempestivo (devitalizzazione/ritrattamento, terapia parodontale) permette nella maggior parte dei casi di salvare il dente.

Per prevenire recidive è essenziale:

  • Curare definitivamente il dente o la gengiva responsabili (non solo con antibiotici).
  • Mantenere un’ottima igiene orale e fare controlli periodici.
  • Trattare carie e parodontite precocemente.
  • Valutare l’estrazione dei denti del giudizio problematici dopo la fase acuta.

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