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Il bluff dei dentifrici sbiancanti: non funzionano!

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15Agiscono solo in superficie e l’effetto dura solo pochi giorni. A volte non agiscono affatto. Il Salvagente ha messo alla prova alcuni dentifrici sbiancanti e i risultati, quelli sì, sono chiarissimi.
“Denti più bianchi subito”. “Una gradazione di bianco in più in una settimana”. “Sbianca davanti, dietro e negli spazi visibili tra i denti”. Le promesse dei dentifrici sbiancanti sono tra le più disparate e incredibili, peccato siano anche del tutto fantasiose. E questo per un semplice motivo che qualunque dentista conosce perfettamente: un dentifricio può agire solo meccanicamente sulla superficie del dente, ossia sullo smalto, ma è incapace di decolorare la dentina, lo strato sottostante che dona la colorazione.
È questo uno dei risultati del test condotto dal settimanale il Salvagente. Al massimo, secondo il settimanale dei consumatori, i più efficaci possono rimuovere le macchie superficiali grazie all’azione di agenti abrasivi (i più usati sono la silice, il fosfato di sodio e l’allumina), ma nulla di paragonabile ai risultati di un trattamento professionale dal dentista o dei kit sbiancanti a base di perossido di idrogeno.
Del resto a confutare le dichiarazioni “miracolose” di questi dentifrici ci sono altri due test recenti: uno realizzato dal mensile dei consumatori francesi, 60 millions de consommateurs, e l’altro dal quotidiano inglese Daily Mail. I francesi hanno testato il potere sbiancante di 9 dentifrici misurando, attraverso uno spettrocolorimetro, le variazioni della colorazione dei denti prima e dopo lo spazzolamento. I risultati sono stati assolutamente deludenti: la maggior parte dei prodotti testati non ha evidenziato alcun effetto schiarente e i soli dentifrici che hanno dato qualche risultato hanno mostrato un’efficacia estremamente limitata. Insomma, una bocciatura in piena regola.

Tra i prodotti analizzati dai consumatori d’oltralpe ce ne sono due presenti anche nel campione analizzato dal Salvagente: Colgate Max White One e Mentadent (in Francia venduto con il nome Signal) White Now, entrambi hanno ottenuto un voto mediocre quanto a capacità sbiancante. Colgate, poi, ha avuto un giudizio negativo anche in quanto ad abrasività, mentre è risultato ottimo nella capacità pulente.

Il test inglese, invece, ha confutato le promesse di questi dentifrici con una verifica empirica: i prodotti in questione sono stati usati per un mese da 6 donne tra i 30 e i 40 anni alle quali prima e dopo l’esperimento era stato misurato, usando una scala professionale standard, il colore dei denti. Anche in questo caso il verdetto è stato sorprendentemente negativo: dopo trenta giorni di utilizzo nessuna delle tester ha mostrato un cambiamento significativo del colore dei denti. Tra i dentifrici testati dagli inglesi ci sono due “conoscenze” italiane: AZ 3D White Lux (commercializzato in Gran Bretagna con il nome Oral B) e Blanx White Shock.

Come si difendono le aziende? L’Unilever produttrice di Mentadent Now risponde dalle colonne del Salvagente che “l’azione di sbiancamento immediato è ottenuta grazie all’impiego di una speciale tecnologia basata su un ingrediente colorante a effetto ottico immediato. L’ingrediente in questione è il Blue Covarine, un colorante sicuro e approvato a livello europeo che agisce depositandosi sulla superficie dei denti, cambiandone temporaneamente l’aspetto esteriore e facendo sì che l’occhio umano percepisca l’effetto cosmetico di sbiancamento”.

Una difesa un po’ debole, secondo il settimanale dei consumatori italiani, essendo in realtà un’ammissione del fatto che il “bianco” è un effetto ottico frutto dell’azione superficiale di un colorante. E che, soprattutto, è temporaneo. Assodato che non sbiancano e che tutt’al più coprono le macchie dello smalto, il Salvagente ha voluto verificare il contenuto chimico di undici dentifrici whitening. Ed ecco nuove sorprese: in molte paste, infatti, sono stati rintracciati parabeni, diossido di titanio e addirittura un cessore di formaldeide come l’imidazolidinyl urea. Davvero troppo per finire in bocca.

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