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Parodontite e Piorrea: cause, sintomi e cure


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La parodontite, nota anche con il nome di ‘piorrea’, è una patologia infettiva di tipo infiammatorio che colpisce il parodonto (dal greco ‘peri’, “intorno”, ‘odontos’, al “dente”) ovvero l’apparato di sostegno del dente. Quest’ultimo si compone di gengiva, osso alveolare, cemento radicolare, legamento parodontale e mucosa perimplantare.

La piorrea, il cui significato etimologico è ‘scolo di pus’, non rappresenta dunque una patologia a sé stante ma è invece il termine usato per indicare lo stadio finale della malattia parodontale che infatti, nelle forme più gravi, può comportare una perdita di pus.

Di seguito verranno elencati non solo i sintomi e le cause della parodontite, ma anche l’insorgenza e il decorso e infine i trattamenti e i gesti di prevenzione da attuare per capire come avere i denti bianchi, forti e sani per tutta la vita.

Parodontite sintomi

Di seguito troverai un elenco di sintomi, suddivisi in precoci e tardivi, che potrebbero denotare l’inizio della comparsa o la presenza della malattia parodontale.

I sintomi precoci sono:

  • alitosi;
  • leggero sanguinamento gengivale di tipo spontaneo e/o durante lo spazzolamento e/o la masticazione;
  • presenza di un sapore strano in bocca e di gengive arrossate, gonfie e dolenti.

Mentre per quanto riguarda i sintomi tardivi abbiamo:

  • comparsa di recessioni gengivali con esposizione delle radici dentali;
  • alitosi marcata;
  • mobilità dentale;
  • sanguinamento di media/importante entità;
  • presenza di ascesso/i dentali;
  • perdita spontanea del dente (piorrea).

 

parodontite e piorreaQualora si notasse la presenza di uno o più di questi sintomi, è bene ricordare l’importanza di effettuare prontamente una visita dentistica in quanto solo un esame approfondito permetterà di diagnosticare la malattia parodontale. Non solo la prevenzione, ma anche l’agire prontamente rappresentano infatti le migliori strategie per capire come avere i denti bianchi e sani a lungo.

Il recarsi dal dentista è particolarmente importante in quanto l’apparire di sintomi quali, ad esempio, quello della mobilità dentale o delle gengive ritirate, tende a preoccupare notevolmente i pazienti che pensano subito al peggio. In realtà, la retrazione gengivale potrebbe segnalare sì l’inizio di una parodontite, ma potrebbe anche avere cause diverse; così come la mobilità dentale potrebbe essere dovuta anche a un problema endodontico (dente da devitalizzare).

Parodontite cause

Le patologie parodontali sono prevalentemente causate da una serie di fattori, spesso interconnessi, che sono:

  1. placca dentale e tartaro (sopra e sottogengivale);
  2. fumo di sigaretta;
  3. predisposizione genetica;
  4. perdita precoce di alcuni denti;
  5. otturazioni e protesi incongrue;
  6. igiene orale scarsa o assente.

Inoltre, è bene sottolineare come alcuni studi recenti abbiano individuato nello stress, nell’ansia e nella depressione tre fattori di rischio che potrebbero contribuire all’insorgere della parodontosi. Questo in quanto tali stati psicologici favorirebbero una diminuzione delle difese immunitarie e dunque un conseguente aumento della diffusione dei processi infiammatori.

A proposito di ricerca scientifica, qui troverai più informazioni sulla correlazione esistente tra parodontite e infarto, mentre qui potrai apprendere di più sul legame tra parodontite e diabete.

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Parodontite: insorgenza e decorso

Quando insorge la parodontite? La parodontite si manifesta solitamente in età adulta e in maniera graduale, ma talvolta può colpire anche giovani adulti in maniera aggressiva e dunque più rapida.

L’inizio della parodontite si verifica a livello della gengiva (gengivite). Quando l’infiammazione del parodonto si cronicizza, essa conduce alla formazione delle cosiddette ‘tasche gengivali’, ovvero di sacche che appaiono vicino al colletto gengivale.

parodontite e piorrea

Queste ‘tasche’, la cui ampiezza varia solitamente dai 4 ai 6 millimetri, una volta formatesi fungono da ricettacolo per il tartaro sottogengivale e i batteri e, a lungo andare, conducono a danni a carico dell’osso alveolare il quale, non sopportando le aggressioni dei batteri, si ritira.

Parodontite: cure

Ci sono due percorsi terapeutici che è possibile intraprendere nel trattamento della malattia parodontale: uno di tipo non chirurgico e l’altro di tipo chirurgico, a cui si ricorre solitamente in caso di fallimento del primo.

La terapia non chirurgica prevede la rimozione di placca e tartaro sopra e sottogengivale tramite una pulizia dei denti professionale. Questo in quanto la placca e il tartaro nascondono i batteri responsabili della malattia parodontale. Particolarmente importante è la rimozione del tartaro sottogengivale in quanto è la causa principale della perdita ossea. Il dentista e/o l’igienista dentale possono rimuovere manualmente il tartaro sottogengivale tramite una procedura chiamata “scaling” o “curettage”.

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Inoltre, da qualche tempo, è possibile trattare la parodontite anche tramite il ricorso a trattamento laser che si rivela particolarmente efficace in quando è in grado di eliminare i batteri responsabili della malattia, impossibili da raggiungere tramite il ricorso al altre tecniche di pulizia sotto gengivale. Qui puoi trovare maggiori informazioni sui benefici del laser.

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Quando si agisce in maniera chirurgica si parla di: chirurgia resettiva (a cui si ricorre nei casi in cui non sia stato possibile eliminare l’infiammazione perché troppo profonda) o di chirurgia rigenerativa (se l’obiettivo è quello di far ricrescere del nuovo tessuto che vada a riempire le tasche gengivali tramite l’innesto di biomateriali e di membrane specifiche).

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Parodontite: prevenzione

Come spesso accade nella vita, la prevenzione è la miglior forma di cura. Ecco alcuni consigli utili a prevenire l’insorgenza della malattia parodontale e a capire come mantenere i denti bianchi, forti e sani per tutta la vita:

  1. attuare una corretta igiene orale, cercando di lavarsi i denti due volte al giorno e di utilizzare il filo interdentale;
  2. ricordarsi di spazzolare la lingua (compiendo movimenti dall’interno verso l’esterno);
  3. smettere di fumare o ridurre drasticamente il numero di sigarette;
  4. non ricorrere allo stuzzicadenti;
  5. compiere una ablazione del tartaro sopragengivale almeno una volta all’anno;
  6. rimuovere protesi o vecchie otturazioni se si notano dei problemi;
  7. rinforzare il proprio sistema immunitario, prestando particolare attenzione ad assumere calcio, acido folico, rame e vitamina C e D – fondamentali per denti forti e sani;
  8. recarsi dal dentista per una pulizia dentale ogni 3-6 mesi ed effettuare controlli periodici.

Ci auguriamo che questi consigli si rivelino utili per aiutarti a capire come mantenere i denti bianchi, forti e sani. Se ti sono rimasti dei dubbi a proposito della tua salute gengivale (gengivite, parodontite o piorrea) utilizza il nostro Test di Autovalutazione, è rapido e gratuito.

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