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Protesi dentale. Guida completa alle protesi Fisse e Mobili

Indice

Le protesi dentali sono dispositivi creati su misura per sostituire i denti mancanti o gravemente danneggiati, ripristinando estetica del sorriso e funzionalità masticatorie. In questa guida approfondiremo tutte le tipologie di protesi dentarie – dalle soluzioni fisse su denti naturali o impianti, fino alle protesi mobili tradizionali – per aiutarti a capire quale sia la soluzione più adatta alle tue esigenze. Presso lo Studio Dentistico Resta di Gioia del Colle (Bari) realizziamo in poco tempo protesi personalizzate di alta qualità, grazie a tecniche moderne e materiali all’avanguardia. Scopri indicazioni, vantaggi, costi e risposte alle domande frequenti sulle protesi dentarie.

Se perdo un dente e non lo sostituisco cosa può succedere?

La perdita di alcuni denti non è solo un problema estetico ma le conseguenze possono ripercuotersi su tutta il resto della dentatura. Ecco quali sono le principali conseguenze:

Migrazione dentaria: i denti adiacenti tenderanno a spostarsi per riempire lo spazio venutosi a creare dalla perdita degli elementi dentari. I denti che prima entravano in contatto con quello estratto o caduto si allungheranno fino a toccare la gengiva dell’arcata opposta. Quando questo accadrà le radici saranno completamente fuori dall’osso ed il dente inizierà a muoversi.

Retrazione gengivale e ipersensibilità: prima della mobilità il dente allungatosi perderà la copertura gengivale e inizierà ad essere più sensibile agli stimoli termici e chimici.

Insorgenza di carie: con la migrazione dentali gli spazi interstiziali aumentano favorendo l’accumulo di placca e tartaro nonché la formazione di carie interstiziali. Queste carie anche se curate tenderanno a recidivare.

Perdita di osso: quando si perde un dente e non lo si sostituisce subito l’osso sottostante non riceve più la stimolazione meccanica naturale questo lo porterà a ritrarsi con conseguente riduzione del suo volume. La contrazione ossea può richiedere, qualora si voglia ripristinare il dente perduto, richiederà procedure più invasive come l’innesto osseo o il rialzo del seno mascellare.

SORRISO FINALE
dopo protesi

Che cos’è una protesi dentale?

Una protesi dentale è un manufatto protesico utilizzato per rimpiazzare uno o più denti mancanti, oppure per coprire denti naturali molto compromessi. L’obiettivo è ristabilire un sorriso esteticamente gradevole e ripristinare la corretta funzione masticatoria e fonetica. Le protesi dentarie possono essere fisse (cioè cementate o avvitate in modo permanente in bocca e non rimovibili dal paziente) oppure mobili (rimovibili dal paziente per la pulizia). Inoltre, a seconda dei casi, le protesi possono ancorarsi ai denti naturali residui del paziente oppure a impianti dentali inseriti nell’osso. In sintesi:

Protesi fissa: sostituisce in modo permanente i denti mancanti; viene fissata su denti naturali preparati o su impianti. Sente e funziona quasi come un dente vero.

Protesi mobili: Protesi mobile: può essere rimossa autonomamente dal paziente; include dentiere e altre soluzioni rimovibili che poggiano sulle gengive (e talvolta su denti o impianti di ancoraggio).

La scelta tra protesi fissa o mobile dipende da molti fattori, tra cui il numero di denti mancanti, la salute dei denti e delle gengive rimanenti, il supporto osseo, le preferenze del paziente e il budget disponibile. Nei paragrafi seguenti esamineremo le varie opzioni di protesi dentarie suddivise per categoria, evidenziando per ciascuna tipologia le indicazioni, i vantaggi e gli eventuali limiti.

Protesi dentarie fisse

Le protesi fisse sono soluzioni che il paziente non può rimuovere, in quanto vengono stabilmente ancorate in bocca dal dentista. Offrono un risultato molto simile ai denti naturali per estetica e comfort, poiché non si muovono durante la masticazione. Le protesi fisse possono essere supportate dai denti naturali del paziente oppure da impianti dentali integrati nell’osso. Di seguito, illustriamo le principali soluzioni fisse disponibili.

Corone e ponti fissi su denti naturali (senza impianti)

Le corone e i ponti dentali rappresentano la classica soluzione di protesi fissa su denti naturali. Una corona (detta anche capsula) è una “copertura” a forma di dente che viene cementata sopra un dente naturale precedentemente limato e preparato (moncone) – ad esempio un dente gravemente cariato o devitalizzato – per proteggerlo e ripristinarne la forma e la funzione.

Ponti su denti naturali

Un ponte dentale, invece, serve a rimpiazzare uno o più denti mancanti sfruttando i denti adiacenti come pilastri: i denti naturali vicini allo spazio vuoto vengono preparati e coperti da corone, le quali sono unite a uno o più elementi intermedi (detti pontic) che colmano il gap dei denti mancanti. Il risultato è un “ponte” di denti artificiali fisso, che ridona al paziente denti fissi senza bisogno di impianti chirurgici.

Un ponte dentale, invece, serve a rimpiazzare uno o più denti mancanti sfruttando i denti adiacenti come pilastri: i denti naturali vicini allo spazio vuoto vengono preparati e coperti da corone, le quali sono unite a uno o più elementi intermedi (detti pontic) che colmano il gap dei denti mancanti. Il risultato è un “ponte” di denti artificiali fisso, che ridona al paziente denti fissi senza bisogno di impianti chirurgici.

Questa soluzione consente di avere denti fissi senza impianto sfruttando i denti residui sani del paziente. È indicata quando il paziente ha ancora alcuni denti solidi che possono fare da appoggio. Ad esempio, se manca un dente ma quelli accanto sono presenti e in buono stato, si può realizzare un ponte di 3 elementi (due corone sui denti pilastro e un dente finto intermedio). I “denti fissi senza impianto” sono una soluzione ideale per chi non vuole o non può sottoporsi a chirurgia implantare, ma richiedono che vi siano appunto denti naturali disponibili e sufficientemente forti.

Vantaggi: i ponti fissi tradizionali permettono di ripristinare rapidamente il sorriso senza interventi chirurgici. Il trattamento è relativamente rapido (in genere bastano poche sedute: presa dell’impronta, prova manufatto e cementazione finale) e indolore, eseguito in anestesia locale. Inoltre, i materiali moderni (ceramiche, zirconio, resine composite di ultima generazione) consentono un’ottima estetica: le corone e i ponti possono essere realizzati in modo che siano praticamente indistinguibili dai denti naturali adiacenti.

Limiti: per applicare un ponte è necessario limare (ridurre di dimensione) i denti naturali che fungeranno da pilastri, anche se questi sono sani: si tratta dunque di sacrificare tessuto dentale sano, cosa evitabile con un impianto singolo. Inoltre, i ponti esercitano un carico sui denti di supporto: se questi non sono sufficientemente robusti o presentano problemi (es. parodontite in atto, otturazioni estese, etc.), c’è il rischio che nel tempo il ponte possa causarne la frattura o la perdita. Infine, i ponti non sono applicabili in assenza totale di denti su cui ancorarsi: se in un’arcata non ci sono proprio denti naturali, l’unica soluzione per avere qualcosa di fisso è ricorrere agli impianti (o valutare protesi rimovibili specifiche).

Protesi fissa su impianti dentali

Quando mancano troppi denti (o mancano del tutto) e non vi sono abbastanza appoggi naturali, la soluzione di riferimento per tornare ad avere denti fissi è l’implantologia dentale. Un impianto dentale è una piccola vite in titanio inserita chirurgicamente nell’osso mascellare o mandibolare in sostituzione della radice di un dente mancante. Sugli impianti, una volta osteointegrati nell’osso (di norma dopo qualche mese dalla chirurgia, a meno che si opti per il carico immediato), si possono avvitare o cementare delle protesi fisse analoghe a quelle descritte sopra. Le protesi fisse su impianti possono essere:

corone dentali in zirconio bari

  • Corona singola su impianto: per rimpiazzare un singolo dente mancante si inserisce un impianto nell’osso e poi vi si fissa sopra una corona in ceramica che riproduce il dente.
  • Ponte su impianti: se mancano più denti consecutivi, non è necessario inserire un impianto per ogni dente mancante: si possono posizionare ad esempio 2 impianti per sorreggere un ponte di 3 elementi (due corone sugli impianti e un elemento intermedio sospeso) o configurazioni simili, in base al caso clinico.
  • Arcata completa fissa su impianti: in caso di edentulia totale (mancanza completa di denti in un’arcata) è possibile riabilitare l’intera arcata con una protesi fissa supportata da più impianti (vedi oltre la Toronto Bridge). A seconda della tecnica possono servire 4-6 impianti per arcata completa.

Le protesi fisse su impianti rappresentano oggi lo standard ottimale per sostituire i denti persi in modo stabile e a lungo termine. Il risultato è molto simile ai denti naturali sia come estetica che come funzionalità masticatoria, e non è necessario coinvolgere altri denti (come avviene invece per i ponti su denti). Naturalmente occorre sottoporsi a un piccolo intervento chirurgico per inserire gli impianti, ma si tratta di procedure routinarie con altissime percentuali di successo. Presso lo Studio Resta utilizziamo tecniche avanzate di implantologia, inclusa l’implantologia computer-guidata e il carico immediato quando indicato (denti fissi avvitati sugli impianti anche entro 24-48 ore dall’intervento), in modo da ridurre i tempi di attesa per il paziente.

Toronto Bridge (arcata completa fissa su impianti)

La Toronto Bridge è una particolare protesi fissa avvitata su impianti che consente di riabilitare un’intera arcata edentula (tutti i denti di mandibola o mascella). Si tratta di una protesi completa costituita da una struttura interna molto resistente (metallica o in fibra) e da denti artificiali in resina composita o ceramica. Viene fissata stabilmente a 4–6 impianti osteointegrati tramite apposite viti passanti. In pratica, la Toronto Bridge permette di avere **denti fissi su impianti** per tutta l’arcata senza utilizzare un impianto per ogni dente, ottimizzando quindi tempi, costi e invasività chirurgica.

Questa soluzione, nota anche come All-on-4 / All-on-6 (a seconda del numero di impianti utilizzati), offre il grande vantaggio di fornire al paziente una protesi fissa completa con un intervento relativamente rapido. Spesso è possibile applicare una protesi provvisoria fissa già lo stesso giorno o il giorno successivo alla chirurgia (tecnica a carico immediato), così che il paziente non rimanga mai senza denti. La Toronto Bridge è indicata per chi ha perso tutti i denti di un’arcata o ha denti residui così compromessi da dover essere estratti, e preferisce una soluzione fissa sugli impianti invece della dentiera mobile. Presso il nostro studio questa tecnica implantoprotesica viene pianificata accuratamente (esami radiografici 3D, impronta digitale, progetto CAD/CAM) per garantire una protesi finale precisa, confortevole e durevole.

Metallo ceramica o metal free?

I ponti e le corone possono avere una struttura metallica di base, la metallo ceramica, oppure essere privi di metallo, la protesi metal free.

La protesi dentale fissa su denti e impianti metal free (senza metallo) si suddivide in:

  1. Ceramica integrale

  2. Zirconia ceramica

  3. Zirconia monolitica

  4. Disilicato di litio.

La differenza fra le quattro tipologie di protesi dentale fissa senza struttura metallica è quasi del tutto inesistente dal punto di vista estetico. Un po’ meglio risulta essere la ceramica integrale e il disilicato di litio. Si riscontrano, invece, differenze se si valuta il grado di durezza. Per esempio nei pazienti bruxisti è consigliabile utilizzare la zirconia monolitica in quanto presenta una durezza estremamente elevata. Il disilicato di litio non può essere usato per i ponti ma solo per le corone singole in quanto poiché ha un basso grado di resistenza alla flessione si fratturerebbe facilmente.

Vantaggi delle corone senza struttura metallica:

 

Ponti e corone
senza metallo

Gli svantaggi della protesi fissa in metallo ceramica:

 

Lo svantaggio più grosso della protesi fissa in metallo-ceramica è la mancanza di traslucenza a livello del colletto dentale (vicino la gengiva), poiché i raggi della luce incidente, diversamente dal dente naturale, vengono bloccati dalla presenza del metallo sottostante, e questo, anche in corone ben eseguite provoca frequenti inestetismi facendo comparire, con il passare del tempo, il classico bordino nero ai margini della gengiva.

Protesi dentarie mobili

protesi fissa o mobile

Le protesi mobili sono quelle che il paziente può rimuovere autonomamente dalla bocca per effettuare la pulizia quotidiana e, volendo, durante il riposo. Vengono comunemente chiamate dentiere (quando sostituiscono tutti i denti) o protesi parziali (quando ne sostituiscono solo alcuni). A differenza delle protesi fisse, le mobili non sono stabilmente ancorate e si appoggiano principalmente sulle gengive (anche se possono avere ganci o attacchi per fare presa su denti naturali residui o impianti). Le protesi mobili rappresentano una soluzione più economica e meno invasiva, indicata soprattutto quando non è possibile inserire impianti (per motivi di salute o economici) e non vi sono abbastanza denti per sostenere un ponte fisso. Di seguito vediamo i tipi principali di protesi removibili:

Protesi parziale rimovibile

 

La protesi parziale rimovibile – spesso chiamata anche scheletrato – è utilizzata quando mancano alcuni denti ma altri denti naturali sono ancora presenti nell’arcata. È composta da una base in resina con denti artificiali, rinforzata da una struttura metallica interna personalizzata (struttura scheletrata) che conferisce rigidità. Questa protesi si ancora in bocca tramite ganci metallici o attacchi a scomparsa e pertanto invisibili che sfruttano i denti naturali residui come supporto. Il paziente può inserire e rimuovere lo scheletrato facilmente.

Vantaggi: la protesi parziale rimovibile è una soluzione relativamente semplice ed economica per rimpiazzare più denti mancanti. Non richiede procedure invasive: si prendono le impronte e, dopo alcune prove, la protesi viene consegnata. È realizzata con materiali robusti; la struttura metallica è sottile ma molto resistente, e i denti protesici in resina sono facilmente riparabili o modificabili in caso di necessità. Inoltre, se in futuro si perdono altri denti, spesso è possibile aggiungere denti alla stessa protesi senza doverla rifare completamente.

Limiti: essendo una protesi mobile, può risultare meno stabile e confortevole di una soluzione fissa. I ganci metallici in alcuni casi rimangono parzialmente visibili quando si sorride (specialmente se i denti pilastro di ancoraggio sono nella zona frontale), creando qualche compromesso estetico. Col tempo, il riassorbimento delle gengive e dell’osso può allentare la protesi, rendendo necessari ritocchi o ribasature (aggiustamenti interni con resina) per mantenerla aderente. Infine, va rimossa ogni giorno per la pulizia e richiede un po’ di adattamento da parte del paziente, che inizialmente può avvertire un ingombro anomalo in bocca.

Protesi totale (Dentiera)

La protesi totale, comunemente detta dentiera, è una protesi mobile che sostituisce tutti i denti di un’arcata (superiore o inferiore). È costituita interamente da resina acrilica: una parte rosa che simula la gengiva e una parte bianca con i denti artificiali. La dentiera superiore copre l’intero palato (questo amplia la superficie di appoggio e crea effetto ventosa per la tenuta), mentre la dentiera inferiore ha una forma a “ferro di cavallo” più stretta per lasciare spazio alla lingua. La dentiera si appoggia alle gengive e cresta ossea del paziente e rimane in posizione grazie a un mix di adesione, forza muscolare del paziente e talvolta con l’aiuto di creme adesive specifiche.

Oggi le dentiere vengono realizzate con tecniche avanzate che ne migliorano la stabilità e il comfort: ad esempio, un’attenta rilevazione delle impronte funzionali permette di sfruttare al massimo la conformazione delle gengive per ottenere una protesi che “tenga” bene. I denti in resina di qualità elevata hanno un aspetto naturale e una buona durezza per masticare. Nonostante ciò, una dentiera non avrà mai la stessa stabilità di denti naturali o impianti: specialmente la dentiera inferiore può muoversi durante la masticazione, data la minore superficie di appoggio e l’assenza del palato. Per alcuni pazienti, abituarsi a portare una dentiera richiede tempo e pazienza.

Vantaggi: la protesi totale rappresenta la soluzione più economica per riabilitare un’intera arcata priva di denti. Non richiede interventi chirurgici e può essere prodotta in tempi relativamente brevi. Può migliorare notevolmente l’estetica facciale di una persona edentula, supportando le labbra e le guance laddove mancava il sostegno dentale. Inoltre, in caso di danni o usura, la dentiera è riparabile o rifacibile con costi contenuti.

Limiti: come accennato, la stabilità durante la masticazione non è paragonabile a quella di una soluzione fissa: può essere necessario utilizzare adesivi dentali per migliorare la tenuta, e alimenti molto duri o appiccicosi risultano difficili da mangiare. La presenza della flangia di resina sul palato nel caso superiore può alterare leggermente il gusto dei cibi e richiede adattamento per la fonazione (alcune lettere possono inizialmente essere difficili da pronunciare). Inoltre, l’osso mascellare tende a ridursi gradualmente in assenza di denti o impianti: ciò comporta che col passare degli anni la dentiera vada adattata o rifatta per aderire alla gengiva che cambia forma.

Protesi flessibile in nylon

Protesi odontoiatria

Una variante moderna di protesi parziale mobile è la protesi flessibile in nylon. Si tratta di una protesi parziale realizzata in resina nylon termoplastica, un materiale leggero, semi-trasparente e molto resistente, privo di componenti metalliche. Questa protesi non ha un classico scheletro rigido metallico: la sua struttura flessibile le permette di adattarsi con elasticità alla bocca del paziente. I ganci che la ancorano ai denti residui non sono in metallo ma nello stesso nylon rosa-gengiva, risultando praticamente invisibili e molto più estetici.

Le protesi in nylon flessibile sono consigliate per pazienti che non tollerano lo scheletrato tradizionale o che desiderano una soluzione più confortevole e discreta. Ad esempio, nell’arcata superiore una protesi flessibile può non avere il classico palato completo in resina, se le condizioni lo permettono, rendendo il dispositivo meno ingombrante e migliorando gusto e fonazione. Pur essendo rimovibile, spesso chi la indossa la percepisce come più stabile di una dentiera convenzionale, grazie alla precisione con cui abbraccia i denti residui.

Vantaggi: niente parti metalliche visibili o rigide, migliore estetica (ganci “camaleontici” color rosa trasparente che si mimetizzano con la gengiva), estrema leggerezza e flessibilità che riducono i punti di pressione sulle mucose. In caso di caduta accidentale, il nylon è quasi infrangibile (al contrario delle protesi rigide che possono spaccarsi). Inoltre, l’assenza del palato pieno nelle versioni superiori flessibili rende più facile tollerare la protesi.

Limiti: le protesi flessibili non sono adatte a tutti i casi: vengono usate di solito per sostituire pochi denti (piccole edentulie) e richiedono che i denti residui abbiano una forma adatta a trattenere i ganci in nylon. La loro flessibilità estrema, se da un lato è un vantaggio in termini di comfort, dall’altro può portare nel tempo a un leggero assestamento della protesi (il materiale può deformarsi un po’ con i carichi masticatori, richiedendo eventualmente di rifare la protesi dopo alcuni anni). Inoltre, le superfici in nylon possono essere più difficili da lucidare alla perfezione: serve una pulizia accurata da parte del paziente per prevenire pigmentazioni o accumulo di placca sul dispositivo.

Overdenture (protesi rimovibile su impianti)

Una categoria a sé stante è rappresentata dalle overdenture, spesso definite anche “dentiere con impianti” o protesi rimovibili stabilizzate su impianti. L’overdenture è in pratica una protesi mobile completa (simile a una dentiera in resina) che però viene ancorata stabilmente a pochi impianti dentali mediante speciali attacchi di precisione. In sostanza, un’overdenture unisce alcuni vantaggi della dentiera tradizionale (costo più contenuto, facilità di pulizia perché removibile) con quelli di una soluzione fissa su impianti (maggiore stabilità durante la masticazione, assenza del fastidio di una protesi che si muove).

Tipicamente, per stabilizzare un’overdenture servono **2 impianti nell’arcata inferiore** (posizionati di solito nella zona dei canini) e **4 impianti in quella superiore**. Gli impianti sono dotati di attacchi sferici o barre di ancoraggio a cui la protesi si “aggancia” mediante piccoli attacchi femmina incorporati nella sua base. Quando la protesi è inserita e agganciata, rimane ben ferma in posizione, ma il paziente può comunque sganciarla con un po’ di pressione per rimuoverla e pulirla ogni giorno.

Vantaggi: rispetto a una dentiera tradizionale, l’overdenture offre un notevole incremento di stabilità e sicurezza: niente più protesi che “ballano” in bocca mentre si mangia o si parla, specialmente per la mandibola dove le dentiere classiche hanno poca tenuta. Inoltre, grazie agli impianti, nel caso di un’overdenture superiore si può realizzare una protesi con palato aperto (priva della porzione centrale di resina sul palato), aumentando il comfort e la percezione dei sapori. Il tutto con un investimento economico e biologico inferiore rispetto a una protesi totalmente fissa su impianti: servono meno impianti e la protesi in resina ha costi minori rispetto a una struttura fissa in ceramica. È quindi una soluzione dal buon rapporto costo/beneficio per pazienti edentuli.

Limiti: l’overdenture, pur migliorando la qualità di vita rispetto alla dentiera tradizionale, rimane comunque una protesi mobile: va rimossa e pulita quotidianamente e gli attacchi sugli impianti vanno mantenuti con cura (i perni e le sedi degli attacchi vanno igienizzati per evitare accumulo di placca e infiammazioni). Periodicamente, i componenti di ritenzione (o-ring di gomma, matrici in teflon, ecc. a seconda del sistema usato) possono usurarsi e vanno sostituiti per mantenere l’ottimale stabilità dell’aggancio. Infine, sebbene più economica di una Toronto Bridge, richiede comunque l’inserimento di impianti dentali: non è quindi un’opzione percorribile per chi non può o non vuole assolutamente sottoporsi a chirurgia implantare.

Gli intarsi

protesi dentariaUn’ alternativa che consente di risparmiare più tessuto dentale rispetto alla corona singola (capsula) è l’intarsio. In caso di carie estese (quando sono piccole si eseguono semplici otturazioni dirette) su premolari e molari anziché limare tutto il dente, e quindi sacrificare molto smalto e dentina, si può eliminare solo il tessuto affetto da carie e rimpiazzarlo con dei piccoli intarsi costruiti, dopo aver preso una piccola impronta, nel laboratorio odontotecnico. Gli intarsi andranno a ripristinare l’anatomia originale perduta.

Gli intarsi si suddividono in InlayOnlay e Overlay in base alla loro estensione e possono essere costruiti in composito o in ceramica.

Intarsi in composito in bocca (prima e dopo)protesi dentale

Le faccette dentali

protesi dentaleTante persone vorrebbero un sorriso più luminoso, pulito e attraente, ma si ritrovano con i denti anteriori, i cosiddetti “denti del sorriso”, macchiati, ingialliti o storti con degli spazi antiestetici.

Oggi bastano pochi appuntamenti dal dentista per risolvere tutti questi problemi con una soluzione esteticamente e tecnicamente perfetta, le cosiddette faccette dentali di porcellana.

protesi dentaleLe faccette dentali sono sottilissime lamine (veeners) in ceramica che vengono incollate ai denti per migliorarne l’aspetto in modo davvero radicale.

A differenza di ponti dentali e corone, la porzione di dente sacrificata all’applicazione delle faccette in ceramica è davvero minima (in media 0,5 -0,7 mm di spessore del dente), e il risultato finale non solo è esteticamente perfetto, ma anche solido e durevole nel tempo.

Con le faccette dentali in ceramica si possono ottenere questi risultati:

Protesi dentali fisse e mobiliLe faccette dentali hanno visto la luce negli anni ’80, ma solo in tempi recenti i sostanziali miglioramenti nei materiali e negli adesivi ne hanno fatto una tecnica sicura e sempre più diffusa.

Le faccette dentali in ceramica sono resistentissime, non si macchiano neppure se il paziente è un forte fumatore e non richiedono una manutenzione particolare: l’uso quotidiano di spazzolino, dentifricio e filo interdentale, ossia la normale routine di igiene orale, è sufficiente a garantirne la durata. Per saperne di più visita la pagina delle faccette dentali.

Manutenzione e durata delle protesi

Qualsiasi tipo di protesi dentale – fissa o mobile – ha bisogno di una corretta manutenzione per durare a lungo e mantenersi in condizioni ottimali. Ecco alcuni consigli generali sulla cura delle protesi:

  • Igiene orale quotidiana: anche con protesi è fondamentale spazzolare denti e gengive. Le protesi fisse vanno pulite come fossero denti naturali, spazzolando almeno due volte al giorno e utilizzando filo interdentale o appositi scovolini per rimuovere la placca tra dente e dente (per i ponti è utile il filo interdentale passante o floss con estremità rigida per passare sotto i pontic). Le protesi mobili vanno rimosse dopo i pasti e spazzolate delicatamente con uno spazzolino dedicato e sapone neutro o prodotti specifici, sciacquandole bene prima di reinserirle.
  • Igiene professionale periodica: è consigliabile effettuare controlli periodici dal dentista (in genere ogni 6-12 mesi). Il dentista verificherà lo stato della protesi e dei denti/appoggi e potrà effettuare una pulizia professionale, rimuovendo tartaro o macchie dalle protesi fisse, e disinfettando a fondo le protesi rimovibili in appositi macchinari.
  • Manutenzioni e ritocchi: con il tempo le protesi mobili potrebbero necessitare di ribasature (aggiunta di resina all’interno) per compensare il riassorbimento delle gengive e migliorare la stabilità. I ganci metallici eventualmente possono essere ritensionati se si allentano. Negli impianti che sorreggono protesi, vanno controllati i perni e stretti gli eventuali perni/viti allentati. Per le protesi fisse avvitate, il dentista può svitarle periodicamente per una pulizia sottogengivale professionale e controlli degli impianti.
  • Durata nel tempo: la vita di una protesi dentale dipende da molti fattori (materiali, utilizzo, igiene, controlli). In media: una corona o un ponte fisso su denti naturali può durare molti anni  se fatto con cura e se i denti sottostanti restano sani e non insorgono carie o problemi gengivali attorno. Un impianto dentale integrato con la sua corona può durare anche tutta la vita con la giusta cura. Una dentiera in resina di solito dura 8-10 anni prima che l’usura dei denti finti o i cambiamenti della gengiva rendano opportuno aggiustarla con ribasature (riempimento) o in alcuni casi rifarla. Una protesi scheletrata o flessibile può durare anch’essa molti anni (8-10) ma potrebbe necessitare di modifiche/riparazioni in caso di fratture dei denti in resina o di estrazione di denti pilastro.
  • Attenzione agli incidenti: le protesi mobili vanno maneggiate con cura, soprattutto quando le si pulisce fuori dalla bocca: riempite il lavandino d’acqua o pulitele su una superficie morbida, così se cadono non si rompono. Le protesi fisse e i denti su impianti vanno protetti da traumi (es. usare un bite se si digrigna i denti la notte, evitare di mordere cibi troppo duri come ossa o noccioli che potrebbero scheggiare ceramiche).

Seguendo queste indicazioni e facendo controllare regolarmente la propria protesi dal dentista, si può garantirle una lunga durata e mantenere sempre un sorriso sano. Lo Studio Dentistico Resta fornisce a ogni paziente precise istruzioni di igiene orale e richiami periodici per monitorare le riabilitazioni protesiche nel tempo.

Costi delle protesi dentarie

Il costo di una protesi dentale può variare moltissimo in base al tipo di protesi e alla complessità del caso. In generale, le protesi mobili (dentiere e scheletrati) hanno costi più contenuti rispetto alle protesi fisse, mentre le soluzioni su impianti risultano in genere più costose a causa dei materiali implantari e della chirurgia necessaria. Ecco alcuni fattori che influenzano il prezzo:

  • Numero di denti da sostituire: un piccolo ponte di 3 elementi avrà un costo diverso da una riabilitazione completa di 12 denti. Le protesi totali su un’arcata intera costano più di una parziale con pochi denti.
  • Tipologia di protesi: una dentiera mobile è in media la soluzione più economica. Una protesi scheletrata parziale costa leggermente di più rispetto a una dentiera totale (per via della struttura metallica). Una corona o ponte fisso su denti naturali ha un costo per elemento più alto rispetto alle protesi mobili, data la precisione richiesta e i materiali (ceramica, zirconio etc.). Le protesi su impianti (come Toronto Bridge o corone singole implantari) sono l’opzione più costosa, poiché includono anche il costo chirurgico degli impianti e dei componenti protesici specifici.
  • Materiali utilizzati: esistono materiali diversi con costi differenti. Ad esempio, per le corone/ponti fissi si può usare la ceramica su metallo (lega metallica interna e rivestimento estetico in porcellana) oppure materiali di ultima generazione come lo zirconio monolitico o la ceramica integrale senza metallo, che offrono estetica superiore e biocompatibilità ma a un prezzo maggiore. Anche per le dentiere esistono denti in resina di varie fasce di qualità (alcuni molto più resistenti e naturali nell’aspetto, ma anche più costosi). Le protesi flessibili in nylon richiedono materiali termoplastici speciali leggermente più cari rispetto alla resina tradizionale.
  • Trattamenti preparatori o aggiuntivi: il piano di cura protesico spesso include altri interventi: ad esempio, estrazioni di radici residue, cure canalari (devitalizzazioni) dei denti pilastro, ricostruzioni o perni per rinforzare denti molto danneggiati prima di incapsularli, eventuali innesti ossei o rigenerazioni se si posizionano impianti in aree con poco osso, etc. Questi procedimenti comportano costi extra oltre alla protesi in sé.

È difficile quantificare qui esattamente i prezzi, poiché ogni paziente rappresenta un caso a sé. Indicativamente, possiamo dire che una corona o un elemento di ponte fisso può costare alcune centinaia di euro per dente, mentre una dentiera completa ha un costo che può aggirarsi nell’ordine di qualche migliaio di euro per entrambe le arcate, variando a seconda del laboratorio e dei materiali. Le riabilitazioni su impianti, specie arcate complete tipo All-on-4 o Toronto Bridge, richiedono un investimento più importante (diverse migliaia di euro per arcata), giustificato però dall’alto valore tecnologico e dalla durata nel tempo.

Presso Studio Resta ci impegniamo a fornire piani di cura personalizzati e trasparenti: dopo una visita approfondita e la valutazione delle possibili soluzioni protesiche, prepariamo un preventivo dettagliato così che tu possa conoscere tutte le voci di spesa prima di iniziare. Offriamo anche formule di pagamento rateizzate e finanziamenti personalizzati (anche “dentista a rate” senza interessi in alcune promozioni) per venire incontro alle esigenze dei pazienti e permettere a chiunque di accedere alle cure necessarie senza pensieri.

Ricorda che investire in una buona riabilitazione protesica significa investire nel proprio benessere quotidiano: poter sorridere, mangiare e parlare con sicurezza non ha prezzo! Per qualunque dubbio sui costi o per un consulto personalizzato, non esitare a contattarci – insieme troveremo la soluzione più adatta al tuo caso.

FAQ – Domande frequenti sulle protesi dentali

Dipende dalla situazione clinica e dalle esigenze del paziente. Le protesi fisse offrono maggiore comfort, stabilità e estetica (poiché non si muovono e sembrano denti naturali), ma richiedono condizioni adeguate (denti residui sani per i ponti, oppure inserimento di impianti) e comportano costi più elevati. Le protesi mobili invece sono soluzioni più economiche e meno invasive (nessuna chirurgia), adatte quando mancano molti denti e non si possono mettere impianti; di contro, possono risultare meno stabili e richiedono un certo adattamento. In generale, se il quadro clinico lo consente e il budget non è un ostacolo, oggi si tende a preferire soluzioni fisse per il comfort superiore. Tuttavia, le protesi mobili restano un’ottima opzione in molte circostanze (ad esempio per persone molto anziane o con problemi di salute che sconsigliano interventi). La scelta va fatta caso per caso, guidati dal consiglio del dentista.

I tempi variano a seconda del tipo di protesi. Per una protesi fissa su denti naturali (es. corona o ponte) in genere occorrono 2–3 appuntamenti nell’arco di 1-2 settimane: una seduta per preparare i denti e rilevare l’impronta (a mano o con scanner digitale), una per eventuali prove intermedie e una finale per cementare la protesi definitiva. In Studio Resta, grazie alla tecnologia CAD/CAM e alla collaborazione con laboratori odontotecnici di fiducia, riusciamo spesso a ridurre i tempi consegnando protesi di alta qualità in pochi giorni. Per una protesi mobile completa (dentiera) possono servire 3–4 sedute (impronte iniziali, impronta di precisione, prova estetica e funzionale dei denti montati in cera, consegna finale) distribuite in qualche settimana. Se sono necessari impianti (per protesi fisse su impianti o overdenture), i tempi si allungano per includere la fase chirurgica e i tempi di guarigione: con le tecniche tradizionali tra inserimento impianti e protesi definitiva possono passare 3–6 mesi, ma con protocolli a carico immediato spesso si applica una protesi provvisoria fissa entro 24-48 ore e poi quella definitiva dopo qualche mese. In situazioni urgenti (ad esempio dentiera immediata post-estrazione) esistono soluzioni provvisorie molto rapide per non lasciare mai il paziente senza denti.

Una protesi dentale ben fatta e ben mantenuta può durare diversi anni, ma la durata esatta dipende dal tipo di protesi e dalla cura che se ne ha. Come indicazione generale:

  • Le protesi fisse (corone, ponti, protesi su impianti) possono durare 10-15 anni o anche di più. Ci sono ponti che durano oltre 20 anni se i pilastri rimangono sani. Tuttavia, fattori come l’igiene orale, l’eventuale comparsa di carie sui denti naturali di supporto o la perimplantite attorno agli impianti, possono ridurre la longevità. È importante fare controlli regolari: se preso in tempo, un piccolo problema può essere risolto e far durare di più la protesi.
  • Le protesi mobili (dentiere, scheletrati) in genere andrebbero rivalutate intorno ai 5-8 anni. Col tempo infatti l’osso mascellare si rimodella e la protesi può non aderire più perfettamente, richiedendo ribasature o rifacimenti. Anche i denti di resina si usurano perdendo dimensione verticale e capacità masticatoria. Una dentiera ben tenuta comunque spesso dura anche oltre 10 anni prima di dover essere rifatta completamente.

In ogni caso, “manutenzione” non significa necessariamente rifare da zero: spesso basta una modifica o sostituzione di qualche elemento (ad esempio rimpiazzare un dente di resina fratturato, ribasare l’interno della dentiera, sostituire la faccetta in ceramica di una corona consumata) per prolungare la vita dell’intera protesi. Il dentista saprà consigliare quando è il momento di intervenire.

La pulizia varia leggermente a seconda del tipo di protesi:

  • Protesi fisse: vanno spazzolate come denti veri dopo ogni pasto (almeno 2 volte al giorno se non è possibile dopo ogni pasto). Usare uno spazzolino a setole medie o morbide e un dentifricio al fluoro. Per rimuovere la placca tra protesi e gengiva o tra dente e dente, utilizzare il filo interdentale (ci sono fili appositi con una punta rigida per infilarli sotto i ponti) oppure scovolini interdentali di misura adatta. Anche un idropulsore può essere un utile complemento per pulire intorno a ponti e impianti.
  • Protesi mobili: vanno sciacquate dopo ogni pasto e pulite accuratamente almeno 1 volta al giorno. Si rimuove la protesi e la si spazzola con uno spazzolino dedicato (non usare lo stesso per i denti naturali). Si può usare sapone neutro o un dentifricio non abrasivo specifico per protesi (i normali dentifrici sono troppo abrasivi per la resina). Inoltre, è bene lasciare le dentiere a bagno in acqua tiepida con pastiglie disinfettanti apposite qualche volta a settimana, per igienizzarle a fondo ed eliminare eventuali odori. Prima di rimettere la dentiera in bocca, sciacquarla sempre molto bene. Non usare acqua troppo calda che potrebbe deformare la resina.

Importante: anche chi porta protesi totali mobili deve continuare a mantenere una buona igiene della bocca, quindi spazzolare delicatamente le gengive, la lingua e il palato con uno spazzolino morbido, per stimolare la circolazione e rimuovere placca o residui. Una bocca pulita aiuta la protesi ad aderire meglio e previene irritazioni o infezioni fungine (come la stomatite da dentiera).

In genere i materiali utilizzati per le protesi dentarie sono biocompatibili e sicuri per la maggior parte delle persone. Tuttavia, in rari casi possono presentarsi reazioni avverse o allergie:

  • Le resine acriliche usate per dentiere e basi protesiche contengono polimeri acrilici e monomeri: una minima parte di persone può avere un’ipersensibilità a queste sostanze, manifestando irritazione alle mucose. In caso di sospetta allergia alla resina, esistono resine acriliche alternative monomero-free o si può foderare la protesi con materiali anallergici.
  • I metalli: le strutture metalliche di scheletrati o di ceramiche fuse sono in leghe biocompatibili (spesso cobalto-cromo per gli scheletrati, oppure oro, titanio e altre leghe nobili per corone). L’allergia al nichel è relativamente comune, ma nelle leghe odontoiatriche di qualità il nichel è assente o presente in tracce controllate. Chi è allergico al nichel dovrebbe informare il dentista, che utilizzerà leghe nichel-free. Esistono anche corone completamente prive di metallo (zirconio, ceramica pura) per i soggetti altamente sensibilizzati.
  • I materiali da impronta o i cementi: più che la protesi in sé, talvolta è uno di questi materiali impiegati durante la realizzazione a poter dare reazione (es. lattice dei guanti, alcuni polimeri). Ma si tratta di evenienze estremamente rare.

In conclusione, le allergie alle protesi dentarie sono molto poco comuni. Se hai una storia nota di allergie a metalli o sostanze chimiche, informa sempre il tuo dentista: allo Studio Resta facciamo attenzione a selezionare materiali di alta qualità e, se necessario, possiamo indirizzare il paziente a test allergologici per evitare materiali potenzialmente problematici. La stragrande maggioranza dei pazienti convive benissimo con la propria protesi senza alcun tipo di reazione indesiderata.

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